La danimarca ignora le linee guida ue: i criminali potrebbero essere espulsi da maggio 2026




 La Danimarca sta implementando una politica di espulsione automatica per i cittadini stranieri condannati per reati gravi a partire dal 1° maggio, riconoscendo apertamente che tali misure sono in conflitto con le convenzioni europee sui diritti umani. Il governo danese prevede di espellere automaticamente le persone condannate ad almeno un anno di carcere per reati quali aggressione o stupro, indipendentemente dalle linee guida dell'Unione Europea sulle procedure di espulsione. Il Primo Ministro Mette Frederiksen ha confermato che la politica sfida deliberatamente gli attuali quadri giuridici.


Secondo il Ministero delle Migrazioni danese, circa il 30% dei tentativi di espulsione per criminali condannati fallisce attualmente a causa di contestazioni legali basate sulla tutela dei diritti umani. Il governo sostiene che questo tasso di fallimento sia inaccettabile e giustifichi l'aggiramento degli standard giuridici europei consolidati. Le nuove normative eliminano i processi di revisione discrezionale che in precedenza consentivano ai cittadini stranieri condannati di presentare ricorso contro i provvedimenti di espulsione per motivi umanitari o di diritti umani.


La politica rappresenta un'escalation significativa della posizione restrittiva della Danimarca in materia di immigrazione e solleva interrogativi su come gli Stati membri dell'UE bilanciano le priorità di sicurezza nazionale con gli impegni internazionali vincolanti in materia di diritti umani. Gli esperti legali prevedono che i tribunali europei potrebbero presentare delle contestazioni, poiché il sistema di espulsione automatica è in conflitto con le convenzioni consolidate che proteggono gli individui dal rimpatrio in Paesi in cui potrebbero subire persecuzioni o trattamenti inumani.